Concorso per Dirigenti Medici in Neuroradiologia: 3 posti all’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo
17/06/2025
ESNRise Committee – Call for new Members (2025-2027 Term) | Deadline: July 30, 2025
09/07/2025
Se n’è andato così come aveva percorso i passi della sua vita. Lievi, tranquilli, silenziosi ma decisi e rispettosi, senza rumori, senza inciampi.
Si muoveva tenero fra di noi accarezzandoci con lo sguardo, noi scalpitanti giovani Neuroradiologi e lui dava il ritmo della nostra smania, ispirandoci nello studio ”che quello – mi diceva è la chiave di volta, la pietra angolare che sostiene tutto”. I nostri desideri, le nostre velleitá.
Era lui che io avevo visto assurgere al Ruolo di professore ordinario, in un remoto Convegno a Potenza quando il prof. Smaltino ne proclamò, con un certo fastidio (mi piace pensare) l’Assunzione. E con lui e con pochi altri iniziò l’Avventura.
Egli fu ispiratore, con il suo comportamento e il suo essere, della parte didattica e formativa della sua scuola napoletana che tanti germogli e fiori avrebbe prodotto. Ho sempre capito perché Sossio lo seguiva: luce non faro per seguire un percorso. Perché la luce è sempre lí presente, e invece il faro potente compare e scompare abbagliandoti e scomparendo lasciandoti per momenti solo al buio.
Del professore (senza apocope perché lui riempiva tutto il sostantivo) Elefante ho il ricordo di una sera in Giappone durante il Congresso di Kumamoto a quando ci ritrovammo fuori del teatro dove eravamo andati ad assistere ad uno spettacolo Nō, a respirare l’aria frizzante serale di un altro emisfero, incapaci di confessarci la nostra resa, per poi scherzare della nostra incompetenza di capire l’arte giapponese, e giustificandoci poi come invece si poteva venire travolti da una commedia napoletana, da un’opera lirica.
Tante volte poi alla fine delle cene sociali in quel momento di sospensione me-ne-vado-rimango-ancora-un-po’ sapevo dove trovarlo. Seduto in prima fila della navetta, che ci avrebbe riportato agli hotel, primo di tutti gli altri che sarebbero venuti in seguito lo raggiungevo perché avevo voglia di chiacchierare da solo con lui che mi raccontava episodi (istruttivi) della sua vita col suo fare tranquillo e mai risentito. E mi raccontava di Salerno e poi di Napoli, e del suo Contrassegnare, Delimitare, Rivendicare, Occupare, Affermare, Difendere, Proteggere, Controllare, Vigilare: i sinonimi che mi suggerisce, alla mia interrogazione su “marcare il territorio”, l’Intelligenza Artificiale, nei suoi ambiti universitari, politici e ospedalieri nella difesa locale e nazionale della nostra Neuroradiologia.
Era l’equilibrio nelle discussioni nel consiglio Direttivo dell’AINR in un periodo burrascoso per le nostre sorti, e anticipava visionario i tempi di una collegialità autonoma (ossimoro…) con le altre società di matrice radiologica. Presidente, io gli ero segretario (ero stato orgoglioso della sua scelta) e gli sottoponevo il mio verbale che lui limava, attenuava, addolciva, ma con fare pacato e mi sorrideva paterno.
L’ho sempre sentito un mio Maestro: non di quelli di Bottega rinascimentale, ma di quelli di Ispirazione.
Lo rivedrò un giorno e lui mi sorriderà signorile, elegante e dolce d’animo.
Mi piacerebbe accompagnare il mio scritto da questo foto dove è lui, suo sorriso bonario, il bottone della camicia occhieggia da un nodo di cravatta svitato, il laccio del cartellino alla ricerca di una sua simmetria.
Dr. Mino Andreula
Bari, 23 giugno 2025

