Le radiazioni sono pericolose?
Le radiazioni sono pericolose?
La Risonanza Magnetica Nucleare: le Regole
La Risonanza Magnetica Nucleare: le Regole
La Risonanza Magnetica Nucleare: l'Esame
La Risonanza Magnetica Nucleare: l'Esame
Il mezzo di contrasto (Gadolinio)
Il mezzo di contrasto (Gadolinio)

Le radiazioni sono pericolose?

 

L’uso delle radiazioni nella TC

Una delle maggiori preoccupazioni nell’utilizzo della TC riguarda l’utilizzo di radiazioni ionizzanti (Raggi X). I Medici Radiologi sono qualificati nella radioprotezione, ed i protocolli di esame sono ottimizzati per minimizzare la dose di radiazioni somministrata senza ridurre la qualità diagnostica delle immagini ottenute. Ciò nonostante, un rischio, seppure molto basso, legato all’utilizzo di radiazioni ionizzanti negli esami TC e nella radiografia, è presente. In particolare è necessario richiedere l’opinione del proprio medico curante riguardo il rischio di eccessiva esposizione a radiazioni, in caso di necessità di effettuare multipli esami TC in un arco di tempo ridotto. Inoltre, la TC non è indicata in gravidanza per via del rischio per il feto correlato all’esposizione alle radiazioni.
Il mezzo di contrasto in TC è a base di iodio. La somministrazione del mezzo di contrasto prevede digiuno e funzionalità renale nella norma. Possono verificarsi reazioni avverse, quali: sensazione di calore al braccio nel sito di somministrazione (effetto del passaggio del mezzo di contrasto in vena), reazioni orticarioidi di varia entità, raramente shock anafilattico.

La Risonanza Magnetica Nucleare: le regole

 

Cos’è?

La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnologia medica di imaging avanzato che permette di ricavare immagini di elevato dettaglio delle strutture esaminate. Ogni regione corporea può essere studiata con altissimo dettaglio anatomico.
A differenza della TC che utilizza radiazioni (raggi X), la RM utilizza esclusivamente un campo magnetico e frequenze radio. Non utilizzando radiazioni è inoltre un esame completamente sicuro in gravidanza, essendo addirittura utilizzata per la valutazione dello stato di salute di un bambino prima della nascita (la cosiddetta Risonanza Magnetica fetale). Normalmente non si effettuano studi RM nel primo trimestre di gravidanza.

È sicura?

La RM è una procedura sicura. Come detto in precedenza, non utilizza radiazioni ionizzanti ed è teoricamente un esame che può essere effettuato numerose volte senza effetti cumulativi riconosciuti.

Quali sono le controindicazioni?

Per gli effetti legati all’utilizzo di un potente magnete, la RM è una metodica sensibile ai materiali metallici non compatibili con il campo magnetico stesso. Il campo magnetico è in grado di causare attrazione di oggetti metallici, sia esternamente (oggetti presenti nel locale o indossati dalla persona), sia internamente (protesi, clips chirurgiche, altri oggetti metallici). Il campo magnetico può inoltre causare il malfunzionamento di oggetti elettronici, come ad esempio i Pacemaker cardiaci. Gli oggetti metallici possono inoltre ridurre la qualità delle immagini ottenute, per fenomeni detti “artefatti” (immagini false o distorte).
Per queste ragioni, la RM non può essere effettuata da:

  • Pazienti portatori di Pacemaker* o altre apparecchiature elettroniche impiantabili
  • Pazienti portatori di alcuni tipi di clips chirurgiche utilizzate nel trattamento degli aneurismi cerebrali (in caso di interventi chirurgici non di epoca recente)
  • Pazienti portatori di alcuni tipi di protesi o impianti metallici
  • Pazienti con frammenti metallici negli occhi

*recentemente sono stati introdotti dei Pacemaker compatibili con l’utilizzo della RM, ma necessitano di valutazione e assistenza specialistica prima, durante e dopo l’esecuzione dell’esame.

I Radiologi sono tenuti a compilare un consenso informato insieme al paziente per verificare che non esistano controindicazioni all’esecuzione dell’esame RM. È molto importante informare il Radiologo se si sospetta la presenza di un oggetto metallico all’interno del corpo, in modo che possa essere confermata od esclusa con un altro esame (radiografia o TC). Dopo aver ottenuto le informazioni, al Medico Radiologo spetta la decisione se procedere con l’esame o non.

La Risonanza Magnetica Nucleare: l’esame

 

È necessaria una preparazione?

In generale, no.
È possibile mangiare e bere normalmente, ed assumere farmaci. In caso di somministrazione di mdc, si consiglia un digiuno di 1-2 ore prima dell’esame.

Cosa avviene prima dell’esame?

All’arrivo, prima di effettuare l’esame RM, verrà richiesto di rimuovere ogni oggetto personale e di depositarli in uno spogliatoio durante la procedura.

Cosa avviene durante l’esame?

All’interno del locale RM è presente un grande magnete ed un lettino al centro della stanza. Il paziente è posizionato generalmente supino (ad eccezione di alcuni esami dove si richiedono decubiti dedicati).
Durante l’acquisizione degli esami la macchina emette una serie di rumori ripetitivi. Il paziente sarà dotato di cuffie per minimizzare il rumore.
È importantissimo rimanere assolutamente fermi sia quando il rumore è presente (la macchina sta effettivamente lavorando), sia nei momenti di silenzio (tra una scansione e la successiva). Gli artefatti da movimento sono infatti una delle cause principali di un esame non valutabile correttamente.
In ogni momento è possibile comunicare con l’esterno tramite un sistema di interfono. Il tecnico di radiologia, inoltre, in alcuni momenti potrà comunicare con il paziente spiegando cosa sta accadendo.

È necessario un ago?

A volte, è necessario iniettare un mezzo di contrasto per via endovenosa per evidenziare alcune strutture che altrimenti non sarebbero visibili o parzialmente interpretabili nelle immagini. Il mezzo di contrasto è in generale sicuro, ed il rischio di effetti collaterali è molto basso. Ad ogni modo, il Radiologo si premurerà di fare alcune domande per escludere la presenza di effetti collaterali.

Può un paziente claustrofobico effettuare la RM?

Alcuni pazienti possono provare una sensazione di claustrofobia all’interno dello scanner. Pazienti molto claustrofobici possono essere sedati per ridurre l’ansia prima e durante l’esame.
In alcuni centri sono presenti magneti “aperti” che riducono la sensazione di claustrofobia. Tuttavia, questi magneti sono a “bassa intensità di campo” e producono immagini di ridotta qualità e dettaglio.

Cosa avviene dopo l’esame?

Niente. Il paziente può riprendere la sua vita normale senza alcuna limitazione.

Chi “legge” l’esame?

Il Medico Radiologo.

Il mezzo di contrasto (Gadolinio)

 

Cos’è il Gadolinio?

È un metallo che può essere iniettato, tramite una soluzione liquida, per via endovenosa durante l’esecuzione della Risonanza Magnetica per una migliore valutazione di alcune malattie e facilitare la diagnosi. A volte, la somministrazione del Gadolinio è l’unico modo per ottenere una diagnosi certa.

Il Gadolinio è pericoloso?

Il Gadolinio è estremamente sicuro. Tuttavia, pazienti con patologie renali gravi o allergia al Gadolinio devono consultarsi con il proprio medico prima di utilizzare il Gadolinio.
Negli ultimi anni è stato dimostrato un accumulo di Gadolinio in alcune regioni del cervello in pazienti che hanno ricevuto numerose dosi di Gadolinio. Questo può accedere anche in pazienti che non hanno patologie renali. Non è stato provato che l’accumulo del Gadolinio abbia conseguenze per la salute, ma la ricerca sta continuando per meglio comprendere questo fenomeno e le sue possibili conseguenze.
In commercio sono disponibili esclusivamente mezzi di contrasto “macrociclici”, la cui struttura molecolare consente di ridurre il deposito d’organo.

È nel mio interesse acconsentire all’utilizzo del Gadolinio se raccomandato dal mio medico?

L’utilizzo del Gadolinio deve essere valutato dal medico richiedente, dal paziente e dal Radiologo. Ogni dubbio riguardo il suo utilizzo può e deve essere discusso con il Medico Radiologo prima dell’esecuzione dell’esame RM.
La somministrazione del mezzo di contrasto non permette di “vedere meglio” un’indagine RM, ma è necessaria ad integrare aspetti patologici visibili dall’esame di base o condizioni cliniche particolari.